Herbert Chapman: il grande innovatore


herbertchapman.jpgOriginario di Kiveton Park (Sheffield), dove nacque nel 1878, Herbert Chapman rappresenta per il football inglese l’innovazione allo stato puro.

Dopo aver sviluppato una modesta carriera di calciatore con Northampton, Sheffield United, Notts County e Tottenham e conseguito una laurea in ingegneria Chapman intraprende la carriera di allenatore a 29 anni. Dopo alcune esperienze non troppo felici diviene segretario-manager dell’Arsenal nel 1925. Proprio nel giugno di quell’anno cambiò la regola del fuorigioco: fino ad allora la regola prevedeva che dovessero esserci tre giocatori tra l’attaccante e la porta: bastava dunque che la squadra difendente facesse avanzare un solo difensore perché scattasse la trappola del fuorigioco. Nella revisione messa in atto in quell’anno l’IFAB (International Football Association Board), decise di modificare la regola per favorire un maggior numero di marcature: si passò dal fuorigioco, cosiddetto”a tre uomini” a quello “a due”. Affinché l’attaccante fosse considerato “in gioco”, dunque, doveva avere tra sé e la linea di porta almeno due giocatori avversari (uno dei quali era normalmente il portiere), e non più tre. La variazione sortì l’effetto desiderato e il numero delle reti crebbe considerevolmente.

Qui entra in scena Chapman che ispirato da un geniale suggerimento di un suo difensore, Charlie Buchan (al quale va dato il giusto merito) capì prima degli altri la necessità di dare equilibrio tra gioco difensivo ed offensivo e di rafforzare quindi la difesa in funzione della nuova regola. 

Ma il sistema ideato da Chapman prevedeva diversi radicali cambiamenti rispetto al modulo a piramide 2-3-5 usato in precedenza da tutti i clubs sulla scia dei successi del Preston North End di fine 800. Il centromediano venne infatti arretrato sulla linea dei difensori con il compito di opporsi direttamente all’azione del centravanti avversario: nacque così la figura dello stopper e i due terzini si allargarono sulle fasce laterali a controllare le ali avversarie.

Per rinsaldare la linea dei mediani, passati da tre a due, i due interni (o mezze ali), che nella piramide giocavano in linea con gli altri tre attaccanti formando un attacco a 5 vennero arretrati verso il centrocampo. Il loro ruolo di conseguenza cambiò: da finalizzatori puri diventavano anzitutto dei “suggeritori”: giocatori in grado di formare una cerniera tra il reparto arretrato e quello avanzato; erano cioè gli uomini in grado di effettuare il cosiddetto “ultimo passaggio” all’attaccante lanciato a rete. Il reparto di mezzo si trovava così ad essere costituito da quattro giocatori che formavano un quadrilatero: vi erano i due mediani, più arretrati, e le due mezze ali a supporto dei tre attaccanti. Il reparto avanzato era costituito dal centravanti (anche chiamato centrattacco), e dalle due ali, che avevano compiti esclusivamente offensivi e solo in seguito inizieranno a diventare più centrocampisti che attaccanti. Il modulo di Chapman venne identificato come sistema WM ( vedi foto) 

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Il calcio stava entrando in una nuova era: si passava dalla tattica del kick and run (“calcia e corri”: i difensori effettuavano lanci lunghi per servire la folta schiera degli attaccanti che si avventavano sulla palla) a quello che gli inglesi battezzarono carpet football, il “calcio sul tappeto”, fondato sul possesso del pallone, sempre giocato rasoterra con numerosi e brevi passaggi ed una manovra costruita con perizia. I ruoli andavano definendosi e assumevano l’aspetto che per certi versi conservano tutt’oggi. Soprattutto, il centrocampo diventava la zona nevralgica nella quale si decidevano le sorti della partita.

Con questo sistema l’Arsenal guidato dall’innovatore Chapman dominò la scena inglese degli anni 30: disponendo i suoi uomini in difesa con ruoli ben definiti, e non caotici come in precedenza, Chapman creò una “squadra” nel vero senso della parola: e il suo atteggiamento, ritenuto difensivista, era invece quello di chi, disponendo di una struttura vera, invitava l’avversario a scoprirsi disordinatamente, per poi colpirlo inesorabilmente con l’intelligenza di Alex James in mezzo al campo o la velocità di gente come “Joe” Hulme o Cliff Bastin, veri eroi del tempo con la loro rapidità sulla fascia, e non per nulla nella stagione 1932-33 dei ben 118 gol dell’Arsenal 53 vennero realizzate dai due, una sorta di record che però ben evidenzia l’efficacia dell’impostazione di Chapman.

L’Arsenal conquistò la sua prima FA Cup nel 1930, battendo l’Huddersfield Town 2-0, poi non si fermò più: primo titolo inglese nel 1931, con 66 punti totali e 127 reti segnate di cui 38 da parte di Jack Lambert, secondo posto sia in campio­nato sia in FA nel 1932, tre titoli consecutivi dal 1933 al 1935, con il centravanti Ted Drake a segna­re 42 goal nel­l’ultima stagione, e addirittura tutte le reti con cui i “Gunners” batterono l’Aston Villa 7-1 il 14 dicembre 1935, al Villa Park. Poi nuova FA Cup nel 1936 e titolo nel 1939.

Ma la storia di Herbert Chapman è composta da altre ispiratissime idee rivoluzionarie rimaste nella storia del football ed in particolare dell’Arsenal e quindi del calcio inglese: fu uno dei primi allenatori di calcio nel senso moderno del termine: egli si prendeva infatti cura della squadra da tutti i punti di vista. Oltre alle sue invenzioni tattiche, Chapman fu anche un pioniere della preparazione atletica nel calcio, istituendo un severo programma di allenamento e facendo ricorso a fisioterapisti.

Chapman fu uno spirito innovativo anche all’esterno del terreno di gioco: dopo un viaggio in Belgio fece costruire sul campo di allenamento dei gunners dei riflettori per partite in notturna anticipando di circa 20 anni l’era dei floodlights, sua è anche la trovata di sostituire i palloni completamente bianchi con palloni a spicchi bianchi e neri, che permettevano una miglior visibilità della sfera, e sua è anche la paternità dei numeri sul dorso delle maglie dei giocatori, regola però che venne riconosciuta 5 anni dopo la sua morte. Infatti il primo esperimento con i numeri sulle maglie è datato 25 agosto 1928 in un match tra Sheffield Wednesday ed Arsenal che i gunners persero 3 a 2. La Football Association non approvò all’inizio l’introduzione dei numeri sulle maglie da gioco, cosa che fece definitivamente solo il 5 giugno 1939 stabilendo la numerazione per entrambi i clubs in campo da 1 a 11 ( mentre dal 1928, nei sporadici casi di partite con numerazioni una squadra aveva i numeri dall’1 all’11 e l’altra dal 12 al 22). Il primo match giocato dall’Arsenal ad Highbury con il definitivo sistema di numerazione da 1 a 11 è datato 30 agosto 1939 e i gunners superarono per 1 a 0 il Blackburn Rovers. Chapman modificò inoltre la casacca dell’Arsenal, passando da un completo totalmente rosso, colore che all’epoca era utilizzato da un gran numero di squadre, ad una maglia rossa con maniche e calzoncini bianchi. Questa casacca, introdotta prima di un incontro ad Highbury con il Liverpool il 4 marzo 1933 (l’Arsenal perse 1 a 0), è tutt’ora l’ammirata divisa casalinga ufficiale dei Gunners. Chapman riuscì anche a far cambiare il nome della stazione di Gillespie Road rinominandola in Arsenal (aperta il 5 novembre 1932) dando così al club londinese un’ulteriore segno di distinzione, essendo l’unico club di football inglese ad avere una fermata dell’underground personalizzata.

chapmanbusto.jpgChapman morì improvvisamente il 6 gennaio 1934, a soli 55 anni, dopo che aveva assistito ad una partita di riserve in una giornata umida e ventosa, ancora convalescente per un brutto raffreddore, che si trasformò in polmonite. La sua squadra vinse poi il campionato quell’anno e anche il successivo.In nove anni all’Arsenal (dal 1925 al 1934) Chapman totalizzò 403 panchine, mettendo a segno 201 vittorie e oltre 800 reti segnate. 

In ricordo dei suoi successi con la squadra, l’Arsenal gli dedicò un busto in bronzo realizzato da Jacob Epstein che venne commissionato poco prima che il grande manager morì. Il busto è stato nel vecchio stadio di Highbury sino alla sua chiusura, nel 2006 ed attualmente si trova nell’ingresso marmoreo del nuovo Emirates Stadium di Londra. È l’unico allenatore dell’Arsenal ad avere ricevuto questo onore.

  

di Chris C.

Fonti: Arsenal.com  –  storiedicalcio.altervista.com  –  match programme Arsenal  – 

 

 

Christian Cesarini

Christian Cesarini

Grande esperto di Calcio Inglese e autore di due Best Seller: English Football Days e Swinging Football
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