Highbury 1913 – 2006


 

end.jpgIl 7 maggio 2006 alle 18:30 ha smesso di battere, definitivamente, il cuore di Highbury. L’Arsenal batte il Wigan. E’ l’ultimo atto, il risultato è un dettaglio. E’ l’ultima partita dal 1913. Molti tifosi, specie quelli più anziani, non trattengono le lacrime. Si ripete quanto in novantatré anni riuscì soltanto alle bombe dei nazisti, che distrussero il tetto della tribuna nord perché lo stadio si era trasformato nella caserma della vigilanza antiarea. Allora i gunners ottennero ospitalità a White Hart Lane, la tana dei cugini rivali del Tottenham. Ma il 7 maggio 2006 lo sfratto è stato definitivo, senza appello. Uno stadio affascinante, perfetto e leggendario, che non c’è più se non sui videogiochi di calcio.

Uno stadio tipicamente inglese, con un display nello spicchio lasciato libero tra la tribuna Nord e la Ovest, perché ad Highbury le tribune erano scollegate, quattro muri di cemento piantati attorno al campo, col vento che d’inverno si infilava gelido e pungente e potevi vedere la signora Jones che sbatteva il tappeto nella casa in mattoni scoperti, cinquanta metri oltre la bandierina del corner. E quella tribuna (la east stand) in stile art decò inaugurata nel 1936, cosi bella ed originale che aveva fatto guadagnare ad Highbury l’appellativo di salotto del calcio inglese e che era un simbolo di distinzione in tutto il mondo calcistico. E poi quell’orologio posto sopra la clock end, sempre pronto a scandire i momenti cruciali, belli e brutti, della storia dei “cannonieri”. Il nuovo stadio dei gunners? A circa cento metri da quello demolito: si risale la collinetta di Highbury e si gira a destra. Gli emiri pagheranno in 15 anni 100 milioni di sterline (oltre 150 milioni di euro) per abbinare la loro ricca compagnia aerea all’Arsenal e alla sua nuova sede. E cento milioni sono oltre un quarto di quanto il club ha investito nel progetto, indebitandosi con le banche, succhiando soldi alla Nike e a ogni altra azienda amica. Il nome del nuovo stadio? Innominabile…

I dirigenti hanno pensato che i 38 mila posti di Highbury non garantissero il futuro al club fondato nel 1886: non puoi competere se non hai grandi incassi. Hanno chiesto, supplicato, ai proprietari delle case intorno ad Highbury se volevano vendere: si buttava giù e si allargava lo stadio. Ma quei proprietari quelle caratteristiche case inglesi non l’hanno vendute e allora si è tirato giù il vecchio stadio, sacrificato sull’altare di un nuovo progetto in nome del business. Highbury quindi se ne è andato insieme alla sua storia e alle sue leggende. Come quella del cavallo che si dice sepolto insieme al carretto mentre costruivano il North Bank negli anni Trenta e mai ritrovato. E le leggende di uomini e di squadre, riassunte magnificamente nel murales dipinto dai bambini e dai pensionati nel corridoio della tube di Arsenal. Facce, momenti, trionfi. Tony Adams che alza una Coppa, Charlie George, il tour sui pullman scoperti per celebrare una vittoria. Liam Brady…Il murales termina con i cannoni che sparano verso la nuova casa. Uno stadio moderno da 60mila posti, di forma circolare, comodo, comodissimo ma che non trasmette un briciolo di emozione e di passione e non avvicina i tifosi ai propri eroi.

Highbury è ora un esclusivo complesso residenziale. Il vecchio curatissimo prato, teatro di tante leggendarie partite, è il giardino condominiale, dove in mezzo ai bambini che giocano a palla a volte volteggiano, inorriditi, i fantasmi di giocatori del passato…

Highbury

Chris Cesarini

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